T.A.R. PUGLIA-LECCE, SEZ. I, sentenza 09 maggio 2018, n. 788 (Pres. Pasca, Est. Ferrazzoli)

Sull’ammissibilità nel processo amministrativo telematico della redazione dell’atto in originale analogico ai fini della notifica ed in originale telematico ai fini del deposito.


Massima

L’art. 136 c.p.a. prevede che “tutti gli atti e i provvedimenti del giudice, dei suoi ausiliari, del personale degli uffici giudiziari e delle parti sono sottoscritti con firma digitale”, e non anche che debbano essere redatti in formato digitale.

Pertanto, secondo orientamento giurisprudenziale consolidato, in forza della prescrizione del predetto art. 136 c.p.a., è sempre possibile, ai fini della notifica cartacea, la formazione di un distinto originale analogico.

La redazione di due distinti originali, uno analogico ai fini della notifica cartacea, ed uno informatico ai fini del deposito telematico, può essere considerata efficacie, nell’ottica del raggiungimento dello scopo di cui all’art. 156, comma 3, c.p.c., qui consistente nel portare l’atto difensivo, nella sua piena leggibilità, a conoscenza della controparte e del Collegio, a condizione che si realizzino la certezza in ordine: alla paternità dell’atto, alla data di sottoscrizione e alla trasmissione dell’atto stesso, senza che, dunque, possa essere invocata alcuna concreta violazione del diritto di difesa e nel pieno rispetto del contraddittorio.

Fonte: www.giustizia-amministrativa.it


 

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