CONSIGLIO DI STATO, SEZ. IV, sentenza 28 novembre 2017, n. 5575 (Pres. Patroni Griffi, Est. Castiglia)

Sulla legittimità delle disposizioni del Regolamento per il conseguimento e il mantenimento del titolo di avvocato specialista (D.M. 12 agosto 2015, n. 144).


Massima

1. sulla previsione regolamentare relativa alle modalità di svolgimento del colloquio ai fini del rilascio del titolo di avvocato specialista

Deve ritenersi illegittima la disposizione del Regolamento per il conseguimento e il mantenimento del titolo di avvocato specialista (D.M. 12 agosto 2015, n. 144) relativa al contenuto ed alle modalità di svolgimento innanzi al Consiglio Nazionale Forense del colloquio ai fini del rilascio del titolo di avvocato specialista.

Il colloquio, come delineato dalla disposizione regolamentare impugnata, ha contorni vaghi e imprecisi, sicché non ne risulta sufficientemente tutelato né l’interesse del professionista aspirante al titolo, né, per altro verso, l’interesse del consumatore-cliente, che nella speciale qualificazione attestata dal titolo deve poter riporre un ragionevole affidamento, anche perché l’attribuzione di competenza in materia al C.N.F. “in via esclusiva” (ai sensi dell’art. 9, comma 5, della legge n. 247/2012) non può risolversi in una sorta di delega in bianco.

2. sull’individuazione dei settori di specializzazione nei quali l’avvocato può conseguire il titolo di specialista

La suddivisione delle specializzazioni operata dal D.M. 12 agosto 2015, n. 144, risulta incongrua ed omissiva di determinate discipline giuridiche.

L’elenco prende le mosse dalla tripartizione tradizionale fra diritto civile, penale e amministrativo. Tuttavia, esso poi dilata ampiamente il primo settore e non introduce nessuna differenziazione nell’ambito degli altri, laddove è ben noto che quanto meno il diritto amministrativo conosce sotto-settori autonomi nella pratica, nella dottrina e nella didattica, che - al pari di quelli del diritto civile - meriterebbero di essere considerati settori autonomi di specializzazione; mentre, per converso, appare discutibile, in termini di ragionevolezza, la analitica suddivisione per il diritto civile. In altri termini, la previsione regolamentare presenta una intrinseca incoerenza laddove sembra prescegliere criteri simmetricamente diversi nella individuazione delle articolazioni interne ai settori.

Sentenza per esteso

CONSIGLIO DI STATO, SEZ. IV, sentenza 28 novembre 2017, n. 5575

Fonte: www.giustizia-amministrativa.it


 

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