CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V, sentenza 26 luglio 2016, n. 3372 (Pres. Caringella, Est. Lotti)

Sugli effetti dell'inosservanza dei limiti massimi di lunghezza degli scritti difensivi prodotti nel rito appalti.


Massima

Nelle ipotesi di inosservanza dei limiti al numero massimo di pagine previsto per gli atti processuali prodotti dalle parti nell’ambito del rito appalti, così come disciplinati dal Decreto del Presidente del Consiglio di Stato 25 maggio 2015, la delibazione della domanda giudiziale è necessario avvenga entro i limiti consentiti dal citato Decreto.

La precisa disciplina di cui al Decreto del Presidente del Consiglio di Stato 25 maggio 2015, attuativa di un precetto legislativo cogente, non può essere interpretata riduttivamente, riferita ai soli fini delle spese di giudizio, ma attiene alla regolamentazione del modo di svolgimento del processo amministrativo, che deve improntarsi a correttezza e lealtà, e non può tollerare un uso abusivo degli strumenti processuali, così come tipizzato, e deve consentire una rapida soluzione delle questioni, conformemente al principio di ragionevole durata del processo ex art. 111 Cost.

Tale disciplina, infatti, non è certo dettata al fine di limitare il diritto di difesa delle parti, ma risponde allo scopo, di evidente interesse pubblico, di snellire l’andamento del Servizio Giustizia nel campo amministrativo.

Fonte: www.giustizia-amministrativa.it


 

Informazioni aggiuntive