T.A.R. PUGLIA-LECCE, SEZ. III, sentenza 24 marzo 2016, n. 555 (Pres. FF. Est. D’Arpe)

Sul Giudice competente a decidere sull’esenzione dal pagamento del Contributo Unificato cumulativo sui motivi aggiunti proposti nel rito speciale in materia di appalti e sulla corretta modalità applicativa dei principi espressi dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.


Massima

Il “Giudice nazionale” giuridicamente tenuto a dispensare l’amministrato dall’obbligo di pagamento di tributi giudiziari cumulativi in tema di applicazione del contributo unificato al contenzioso in materia di appalti deve essere ravvisato nel Giudice Tributario specificamente competente per territorio.

In conseguenza della natura essenzialmente impugnatoria del processo amministrativo e degli stringenti termini decadenziali che ne costituiscono primario pilastro fondativo, la possibilità di ottenere concretamente una dispensa dall’obbligo di pagamento di un contributo unificato cumulativo in caso di presentazione di motivi aggiunti al ricorso principale in materia di appalti non potrà che essere ottenuta in via successiva e non in via preventiva.

In altri termini, dovendo il ricorrente ottenere dal Giudice Tributario una pronuncia giurisdizionale di accertamento sul fatto che l’oggetto del ricorso principale e l’oggetto del ricorso per motivi aggiunti “non sono effettivamente distinti o non costituiscono un ampliamento considerevole dell’oggetto della controversia già pendente”, i tempi tecnici di tale giudizio imporranno necessariamente il pagamento preventivo del contributo unificato richiesto dal D.P.R. n. 115/2002 e ss.mm., salva eventuale pronuncia esentativa e conseguente istanza di rimborso.

Fonte: www.giustizia-amministrativa.it


 

 

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