Agibilità del Palazzo di Giustizia di Via Brenta

La Camera Amministrativa, insieme all’Associazione Forense Lecce e alla Camera Minorile, assistite dal socio Avv. Pietro Nicolardi, sono intervenute ad adiuvandum dell’Ordine degli Avvocati di Lecce nel ricorso proposto per l’accesso agli atti amministrativi che riguardano l’agibilità e la sicurezza del palazzo di Giustizia di Via Brenta.

La vicenda giudiziaria origina dalla definitiva soppressione delle sette sezioni di Tribunale aventi sede nel Circondario di Lecce, precisamente, Campi Salentina, Casarano, Galatina, Gallipoli, Maglie, Nardò e Tricase, – che negli ultimi anni funzionavano solo per il contenzioso pendente – e dal loro improvviso accorpamento al Tribunale di Lecce disposto dal Presidente del Tribunale.

Com’è noto tale accorpamento ha incrementato i già notevoli disagi che la classe forense ha sempre denunciato nella fruizione degli uffici di Via Brenta (originariamente destinati a civili abitazioni) e che hanno poi indotto il Presidente della Corte d’Appello di Lecce (dott. Marcello Dell’Anna) a dare comunicazione, in una nota del 29/9/15, di essersi attivato presso i Ministeri della Giustizia e della Difesa ai fini della messa a disposizione di altro edificio.

A seguito di tanto, l’Ordine degli Avvocati di Lecce in ottemperanza della delibera della Assemblea Straordinaria degli iscritti del 16/09/2015 – ha presentato una istanza di accesso agli atti per la verifica delle condizioni di agibilità e sicurezza dell’immobile ove ha sede il Palazzo di Giustizia Civile in via Brenta; ma tale richiesta è stata rigettata dal Presidente del Tribunale. Da qui il contenzioso intentato dall’Ordine degli Avvocati di Lecce oggi con il sostegno dalla Camera e delle altre Associazioni, che hanno ritenuto doveroso intervenire ai fini di una verifica perchè “la sicurezza degli edifici nei quali si svolge l’attività giudiziaria condiziona la pratica delle funzioni di avvocato e quindi l’effettivo soddisfacimento del diritto di difesa costituzionalmente garantito, oltre che ovviamente il diritto alla salute ed alla incolumità personale dei soggetti chiamati ad espletare l’ufficio di difensore, così come del resto di tutti gli operatori del servizio giudiziario e di qualsiasi soggetto che si trovi a frequentare un luogo con larga affluenza di pubblico”.

Il ricorso sarà deciso dal T.A.R. all’udienza del 2/3 p.v.

Informazioni aggiuntive